L'Abbazia

Informazioni

Abbazia di San Pastore
Fin dal 1255...

L’Abbazia di San Pastore è oggi una Residenza d’Epoca lungo il Cammino di Francesco. Dimora storica del Lazio, è un patrimonio di bellezza.  Un luogo riportato alla luce dopo un lungo restauro, che ha mantenuto e valorizzato il suo aspetto storico originale.  L’Abbazia di San Pastore, vincolata dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio, fu abbazia cistercense e residenza di Papi e Cardinali. Maestosa e unica, edificata tra il 1255 e il 1264, la struttura insiste su un colle dove esisteva una chiesa benedettina e prima ancora un ospedale romano.

Il complesso, il più grandioso monumento conventuale che i dintorni di Rieti possano vantare, rappresenta una fusione tra stile gotico e romanico, è costruito secondo la pianta tipica delle abbazie dell’Ordine Cistercense del XIII secolo, con grande chiesa a croce latina e con le cappelle adiacenti il coro.  Nella bella stagione è possibile godere dell’incantevole panorama sulla Valle Santa reatina, sotto il profumato pergolato d’uva fragola, nelle serate d’inverno ci si accomoda all’interno, per riscaldarsi davanti al grande camino. Un luogo immerso nella natura, “al disotto delle nevi e al disopra delle nebbie, a guardia della pianura reatina”. 

La nostra storia

1255 - La fondazione

Viene fondata l’Abbazia di San Pastore, sulla strada che porta a Greccio, a pochi chilometri da Rieti, sulla cima di una delle colline che dominano l’ariosa pianura reatina.
L’Abbazia si fonda su un edificio preesistente del 700 d.C. e si rifà ad una tipologia della prima fase dell’architettura cistercense. Il monastero ha la pianta tipica delle altre abbazie appartenenti all’ordine.
C’è la foto di una targa che ricorda questo avvenimento, che recita:
“Nell’anno 1255 al tempo di Alessandro IV Papa, impero vacante, nel quinto giorno del mese di maggio fu fondato questo edificio sotto l’abate Andrea, il priore Roberto, il sottopriore Palmerio e per l’opera del signor architetto Anselmo, che per primo pose le fondamenta della predetta casa, le anime dei quali riposino in pace”. 

1570 - Nobili ospiti

Nell’agosto del 1570 soggiornò nell’Abbazia di San Pastore sua Altezza Serenissima Madama Margherita d’Austria, figlia dell’Imperatore Carlo V.
Duchessa di Parma e di Piacenza, Governatrice delle Fiandre, Signora di Cittaducale e di altre terre d’Abruzzo, Margherita d’Austria arrivò con la sua corte.
Anche su questo evento è presente una targa all’interno dell’Abbazia.

1861 - Il suono della storia

È l’anno di nascita del pianoforte Pleyel che fa bella mostra di sé nel grande salone delle feste.
Ascoltarne il suono, riporta ai tempi dell’800, quando la notorietà di questo tipo di pianoforte fu consacrata anche grazie all’apprezzamento di Frederic Chopin.
Questo esemplare n.35358, è appartenuto alla famiglia Basile Bourbon del Monte di Santa Maria, da cui lo ha acquistato il maestro Marco Arcieri che ne ha curato il restauro, ascoltando l’antica voce dello strumento che era finalmente tornato a suonare.
Nel 2014, visitando l’Abbazia di San Pastore, conoscendo il nobile intento e l’amore con cui la famiglia Antonacci l’aveva riportata in vita, il maestro Marco Arcieri le ha donato il pianoforte, con l’intento che queste testimonianze di storia e cultura potessero congiungere le loro vite. 

2009 - Tempo di rinascita

L’Abbazia ritrova lo splendore che le apparteneva e che per centinaia di anni era stato nascosto dall’incuria del tempo, da edera e rovi.
Le opere di restauro sono state eseguite a partire dal 1996, dall’impresa edile Edilbeta che ha restituito alla Valle Santa, e non solo, un bene dal valore inestimabile.
Uno dei progetti più interessanti e straordinari, mai avvenuti nella provincia di Rieti.

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